|
|
the blog
~ *loading* visitatori
~ let down penelope scatterbrain varie ~ ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 I know you are
but what am I?...
Close encounters
~ Irene~ la vita può essere capita solo all'indietro ma va vissuta in avanti We're No Here
~ E' Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi nè che esista, nè che non esista; perchè ella rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda che egli prende per un serpente.
~ "Sei lento a imparare, Winston" disse O'Brien, con dolcezza. "Ma come posso fare a meno..." borbottò Winston "come posso fare a meno di vedere quel che ho dinanzi agli occhi? Due e due fanno quattro." "Qualche volta, Winston. Qualche volta fanno cinque. Qualche volta fanno tre. Qualche volta fanno quattro e cinque e tre nello stesso tempo. Devi sforzarti di più. Non è facile recuperare il senno." ~ Ho sceso, dandoti il braccio almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino credits
template creato da Irene |
martedì, 30 ottobre 2007
to the point; scritto da JoshBay alle 00:29
Magari è solo un pezzetto d'autunno in più, un altro frammento di foglie secche, colori spenti e luci della città, ma ora non ho proprio voglia di sorridere. Vorrei che tutto questo ora semplicemente sparisse, essere in un altro posto, non avere a che fare con questo masterizzatore che non vuole funzionare, lasciare che l'acqua lavi via tutto e scioglierci dentro quei pezzetti d'autunno. O potrei solo andare a dormire, per esempio. let down || hai dei commenti (2)? domenica, 21 ottobre 2007
probabilmente è così che diventerò ricco; scritto da JoshBay alle 18:04
Vorrei davvero poter bruciare in un'esplosione interstellare, ritrovare volti e parole così familiari. Attraverso silenzi di circostanza cerco di ritrovare il punto della questione, il vero motivo per cui dico o faccio certe cose. Ricordo i tramonti e le foglie di menta prese nell'orto, i gatti randagi e noi giocare a nascondino. Avevo paura del buio, ti tenevo la mano per poter dormire. Ricordo il grande mostro giallo che avevo sognato a cinque anni, i gessi usati sul pianerottolo e i pomeriggi interminabili. Avevo paura di restare da solo, ti tenevo la mano anche quando non attraversavamo la strada. Posso sbagliare, anzi ne sono certo, sbaglio in continuazione, e se potessi dire una volta sola "scusa" per qualsiasi cosa passata e futura lo farei. A volte mi sento così insignificante. Forse siamo davvero come formiche. Vorrei davvero poter bruciare in un'esplosione interstellare, lasciare questo quarto piano ascensoriato e queste solite paure da domenica pomeriggio. let down || hai dei commenti (3)? mercoledì, 10 ottobre 2007
In Rainbows; scritto da JoshBay alle 00:04
Sono chiaramente in crisi io così non vado a dormire aspetto anche tutta la notte quella cazzo di email scatterbrain || hai dei commenti (1)? lunedì, 17 settembre 2007
Não, obrigada (nota:suino che dice no); scritto da JoshBay alle 00:31
C'è il vuoto qui. I giorni passano e basta, quando sono senza treni, a volte più in fretta a volte meno. Rimane solo l'attesa. Ho...cosa? Amo un po' di più il brasile, quando c'entra con latte e biscotti (o brioche). Su quello non ho dubbi. venerdì, 14 settembre 2007
Little Motel; scritto da JoshBay alle 23:25
Avrei una gran voglia di spaccare completamente questa stanza. Ti succhiano sempre fino al midollo. domenica, 02 settembre 2007
Lounge; scritto da JoshBay alle 01:58
Da qui sembra trascorsa un'eternità da treni / temporali / fulmini e autostrade, mi basterebbe esser certo che "va tutto bene", lasciare trascorrere tutto il tempo in una notte, risvegliarmi più distante o semplicemente ingoiare tutte le cose superflue. Da qui sembra davvero trascorsa un'eternità dal tuo sorriso dal tuo "odore" dai tuoi occhi o anche solo dalla tua voce. Sorrido per inerzia, tra ricordi e fotografie, sperando di addormentarmi in fretta, segnando i giorni sul calendario con grosse x rosse. Ripeterò i soliti gesti, come un rosario, per vedere il tuo riflesso nelle mie abitudini. Da qui sembra trascorsa un'eternità, anche se poi son poche ore. let down || hai dei commenti (2)? venerdì, 10 agosto 2007
avessi almeno qualche centesimo; scritto da JoshBay alle 23:13
Temo possa tornare il deserto di riflesso scatterbrain || hai dei commenti ? sabato, 21 luglio 2007
This Is A Long Drive For Someone With Nothing To Think About.; scritto da JoshBay alle 06:39
Non so quanto senso abbia, svegliarsi così presto la mattina e cercare di addolcire la pillola. Sto viaggiando molto in questo periodo, in ogni senso, e la cosa non mi dovrebbe dispiacere così tanto. Parli di equilibrio, ma la proporzione nelle cose non l'ho mai avuta, ed è così che bruciavo spesso troppo in fretta, cercando poi stupide e imbecilli scuse per giustificarmi. A mondi differenti ho sempre avuto paura di bussare, mi limitavo ad osservare dall'uscio, sentire un po' i discorsi e invidiare a volte chi ne faceva parte. L'invidia spesso si trasformava in frustrazione, più raramente in sentimenti più negativi, e mi stupivo di quanta cattiveria avessi poi nascosta. Tutte quelle foto sono contento di vederle, per poter dire di conoscere volti, di conoscere situazioni, di sapere di cosa stessi parlando, nonostante l'implicita consapevolezza di estraneità. Tutti quei messaggi sono contento di leggerli, a volte mi danno la forza di non piangere, di andare avanti senza insultarmi, di sentire di avere qualcosa di più importante per cui andare avanti sorridendo. L'arcobaleno è qui, e me lo porto sempre dietro. Mentre tu parli con qualcun altro, io penso se puoi immaginare quanto sto male, a volte, e quanto sono felice di viaggiare, sempre. scatterbrain || hai dei commenti (1)? venerdì, 20 luglio 2007
this is what you get; scritto da JoshBay alle 01:32
Voglio suonare, e cantare forte.
lunedì, 16 luglio 2007
Delle altre cose; scritto da JoshBay alle 20:20
Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.
let down || hai dei commenti (1)? |